Visualizzazione post con etichetta Naomi Watts. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Naomi Watts. Mostra tutti i post

venerdì 21 maggio 2010

Cannes goes on: "Fair Game", Ken Loach e altri


Applausi e consensi per Fair Game. Ropeofsilicon.com prevede già di vedere il film di Liman nella lista dei dieci candidati al miglior film agli Oscar 2011, assieme al nome di Naomi Watts nella categoria miglior attrice (eccellente insieme al coprotagonista Sean Penn). Per The Hollywood Reporter il film cerca di evitare il trattato politico ma cade nella retorica e, secondo il New York Times, sfocia in una seconda parte troppo melodrammatica. Ma è senza dubbio un thriller politico rispettoso ed intelligente, come scrive Variety, un film di intrattenimento serio che si inserisce sulla scia di Green Zone nell'attaccare la politica dell'amministrazione Bush riguardo alla guerra in Iraq.

Anche Route Irish di Ken Loach è stato accolto favorevolmente. Il regista inglese palma d'oro nel 2006 per Il vento che accarezza l'erba abbandona i toni leggeri de Il mio amico Eric e realizza un teso thriller politico sulle atrocità e sulle ferite del conflitto in Iraq.


Un serio contendente alla palma d'oro sembra essere il film francese Des Hommes et des Dieux di Xavier Beauvios: in un monastero in Algeria nel 1996 otto monaci convivono pacificamente con gli abitanti musulmani di un vicino villaggio, ma vengono attaccati da un gruppo di fondamentalisti islamici. Metodico nel descrivere nella prima parte la vita nel monastero, il film diventa intenso ed appassionato nel racconto del martirio finale.

Infine grande entusiasmo ha suscitato la proiezione fuori concorso di Carlos di Olivier Assayas, film-fiume (quasi 6 ore) incentrato sulla storia del rivoluzionario venezuelano Ilich Ramirez Sanchez tra gli anni '70 ed '80. Un affresco spettacolare e coinvolgente, oltre che psicologicamente dettagliato, secondo Variety, in cui Assayas dimostra ancora una volta la sua straordinaria bravura. Prodotto per la televisione francese e suddiviso in tre episodi, il film dovrebbe anche uscire al cinema in una versione di due ore e mezza di durata.

giovedì 20 maggio 2010

Beautiful people (3): Watts a Cannes


Aveva già calcato la Croisette sabato scorso per la prima mondiale del film di Woody Allen. Oggi è ritornata sotto i riflettori per Fair Game, thriller politico di Doug Liman ispirato alle memorie dell'agente Cia Valerie Plame e alla bufera che colpì la sua famiglia sotto l'amministrazione Bush negli anni della guerra in Iraq (il marito, l'ex ambasciatore Joseph Wilson, aveva smentito l'esistenza delle armi di distruzione di massa in Iraq. Per distogliere l'attenzione della stampa dalle sue rivelazioni, la Casa Bianca rivelò l'identità di ex agente Cia della moglie, gettando la famiglia nello scandalo). E' l'unico film americano del concorso, in gara oggi insieme all'unico titolo italiano, La nostra vita, e a Route Irish di Ken Loach. Per le reazioni della critica a questi attesissimi film rimando ai prossimi post. Godetevi nel frattempo queste immagini di Naomi Watts, futura interprete di una cine-biografia su Marilyn Monroe (ma non doveva essere Michelle Williams?).

domenica 16 maggio 2010

Cannes 2010: Stone, Allen e Leigh


Cannes scorre senza grandi entusiasmi: sarà difficile trovare quest'anno capolavori come Un profeta e Il nastro bianco? Dopo che Robin Hood non è stato (del tutto) massacrato dalla critica come sarebbe stato lecito aspettarsi, venerdì scorso è stata la giornata di Wall Street Money Never Sleeps (fuori concorso), accolto piuttosto positivamente. In uscita in America il 24 settembre e in italia il 15 ottobre, il film intrattiene per oltre due ore con una trama, a quanto pare, complessa, gonfia di filoni e personaggi a volte non pienamente sviluppati (come scrive IndieWire). Ma diverte e tiene incollati alla poltrona nella sua spirale di avidità e perfidia anche grazie al cast all stars: Michael Douglas, Shia Labeouf, Josh Brolin, Carey Mulligan e Susan Sarandon (che sembra ricalchi il ruolo di Amabili Resti...). Gelido invece Guy Lodge di Incontention, secondo cui il film ricicla il plot del primo episodio aggiornandolo 23 anni dopo ed è terribilmente appesantito da facili simbolismi visivi (oltre ad avere uno sguardo disinteressato sui personaggi femminili, lasciati privi di coerenza/credibilità psicologica).


Josh Brolin è il protagonista anche dell'ultimo film di Woody Allen You Will Meet A Tall Dark Stranger, assieme a Naomi Watts (il 2010 si prospetta un grande anno per lei: è protagonista anche di Mother and Child e Fair Game), Anthony Hopkins e Javier Bardem. Reazioni della critica? Nessuno si azzarda ormai a stroncare Woody Allen, ci si mantiene su posizioni di rispetto e cortesia che nascondono freddezza e disappunto: un Allen "di servizio" (Hollywood Reporter) con un Josh Brolin poco convincente nel ruolo di intellettuale nevrotico (alla Woody Allen), uno stile che ritorna alla coralità delle opere di fine anni '80 (Vanity Fair) e un plot che si diverte a giocare con i personaggi ma non riesce a renderli attraenti per il pubblico. Quanto a Naomi Watts, aspettiamo di vederla in Fair Game: voci di corridoio dicono sia la performance della sua carriera.


Infine ieri è stato accolto da una calorosa ovazione Another Year di Mike Leigh (La felicità porta fortuna) che si candida alla palma d'oro per il miglior film e la strepitosa interpretazione femminile di Leslie Manville (nel cast anche Jim Broadbent e Imelda Staunton). Tra farsa, dramma e satira sociale, con meravigliosi momenti comici e un'inarrestabile malinconia, un'altra umanissima commedia familiare imperdibile per l'autore di Segreti e bugie.

giovedì 15 aprile 2010

Robin Hood a Cannes


E' ufficiale: Robin Hood di Ridley Scott aprirà il prossimo Festivale di Cannes. Il mio entusiasmo non è tanto per l'ennesima trasposizione cinematografica della leggenda del ladro gentiluomo (o per l'ennesima collaborazione tra il regista inglese e la sua scontrosa musa, Russell Crowe) ma per il ritorno sullo schermo di Cate Blanchett a due anni di distanza da Benjamin Button e dopo i trionfi teatrali di Un tram che si chiama desiderio. Subito dopo la presentazione a Cannes il film uscirà in tutto il mondo, quindi l'attesa è ormai agli sgoccioli.



E' stato annunciato anche il programma semi-ufficiale del festival. Mancano tre o quattro posizioni da riempire e chissà che la selezione non ci riservi ancora qualche sorpresa. Per il momento pare che l'attesissimo The Tree of Life di Terrence Malick (con Brad Pitt, Sean Penn e Fiona Shaw) non sia ancora pronto, ma anche Inception di Christopher Nolan (con Leo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt e Marion Cotillard) e Miral di Julian Schnabel (con Willem Dafoe e Freida Pinto) non figurano nel programma.

Tra i titoli in concorso c'è grande fermento per Another Year, nuovo film di Mike Leigh, Biutiful di Alejandro Gonzàles Inarritu (con Javier Bardem), Burnt by the sun 2 di Nikita Mikhalkov, Fair Game di Doug Liman con Naomi Watts e Sean Penn, Outrage di Takeshi Kitano e The Princess of Montpensier di Tavernier. Unico titolo italiano in concorso La nostra vita di Daniele Luchetti.

Nella sezione Un Certain Regard spazio, tra gli altri, all'immarcescibile Manoel de Oliveira con Angelica e a Blue Valentine di Derek Cianfrance con la coppia Michelle Williams e Ryan Gosling, già applauditissimi al Sundance. Fuori concorso, oltre al blockbuster di Ridley Scott, anche il nuovo Woody Allen You Will Meet a Tall Dark Stranger (con Naomi Watts, Anthony Hopkins e Josh Brolin), Wall Street 2 di Oliver Stone e Tamara Drewe di Stephen Frears con Gemma Arterton.

Altre news ed info su Cannes nei prossimi giorni.
La giuria del concorso è composta da Tim Burton (presidente), Giovanna Mezzogiorno, Kate Beckinsale, Emmanuel Carrere, Benicio del Toro, Victor Erice e Shekar Kapur. Presidente della giuria della sezione Un Certain Regard è Claire Denis, mentre Atom Egoyan guida la giuria di Cinefondation.

sabato 30 gennaio 2010

Ghiotte pillole dal Sundance


Ricchissimo il carnet di titoli presentati in questi giorni al Sundance Film Festival. Focus Features ha già acquistato i diritti per la distribuzione di The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko, comedy-drama-gay-manifesto con Annette Bening e Julianne Moore, magnifica (e a quanto pare credibilissima) coppia lesbo che ha cresciuto due ragazzi nati tramite inseminazione artificiale, e uno splendico Mark Ruffalo nel ruolo del padre-donatore del seme. Accoglienza entusiastica: script leggero, brillante, sincero ed intelligente, grandi performance e ottime prospettive di successo. E magari di candidature all'Oscar il prossimo anno per i tre protagonisti.


Occhi puntati sul dramma romantico Blue Valentine: Derek Cianfrance registra discese e risalite amorose fra Ryan Gosling e Michelle Williams, acclamattissimi e mai così casual e sexy.


Get Low di Aaron Schneider, storia di un patriarca nel Tennessee post-depressione interpretato da Robert Duvall, Sissy Spacek e Bill Murray, era già pronto nel 2009, ma l'uscita era stata rinviata. Le proiezioni al Sundance confermano quanto già si diceva negli scorsi mesi: aspettiamoci un monumentale Duvall.


Il biopic inglese sull'infanzia di John Lennon, Nowhere Boy, diretto da Sam Taylor Wood, continua a convincere dopo gli ottimi risultati in patria (ha ricevuto le candidature ai BAFTA per Kristin Scott-Thomas e Anne Marie Duff).


Si fa un gran parlare anche del debutto alla regia della visionaria video-maker Flora Sigismondi: The Runaways, con Kirsten Stewart e Dakota Fanning, storia di una girl-band americana anni '70, potrebbe essere uno degli hit della prossima primavera. Una delle sorprese del festival è sicuramente il thriller-horror spagnolo Buried, diretto da Rodrigo Cortes ed interpretato dal lanciatissimo Ryan Reynolds: tutto girato in una tomba in cui il povero Ryan si ritrova seppellitto ad inizio pellicola. Lebanon docet, con tutti i dovuti distinguo.


Sofisticato e complesso appare già Howl, di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, che ripercorre la storia del processo per oscenità contro Allen Ginsberg e il suo poema omonimo. Protagonista il mozzafiato James Franco di Milk, assieme a Marie-Louise Parker, John Hamm e Jeff Daniels.


Contrastanti invece le prime risposte a The Killer Inside Me, adattamento di un romanzo di Jim Thompson diretto da Michael Winterbottom al suo primo film americano e con un cast all star: Casey Affleck, Kate Hudson e Jessica Alba. Ultraviolento, gratuito e pericoloso, ma la confezione visiva sembra lussuosa e affascinante.


Dopo il bellissimo Le cose che so di lei e l'interessante Nine Lives, Rodrigo Garcia, cineasta legato all'universo e alle storie femminili, dirige Annette Bening e Naomi Watts nel dramma Mother & Child. Interprete a teatro di un recente adattamento della Medea di Euripide, si prospetta un grande anno per la Bening. Tra gli altri film, oltre a Io sono l'amore di cui ho già parlato in un post precedente, si segnala l'interessante esordio alla regia di Philip Seymour Hoffmann con Jack Goes Boating. Postilla: vedremo mai Synecdoche, New York?

Quale tutti questi titoli riuscirà a bissare il successo di film come Little Miss Sunshine, Precious e (500) giorni insieme, tutti provenienti dalle fila del Sundance?